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L’Intelligenza artificiale e il mondo dell’informazione: quali cambiamenti?

L’Intelligenza artificiale e il mondo dell’informazione: quali cambiamenti?

 

L’Intelligenza Artificiale sta cambiando il nostro modo di vivere, giorno dopo giorno. Uno degli ambiti che potrebbe vedere più cambiamenti con l’introduzione dell’AI e che, almeno per ora e in Italia, guarda all’Intelligenza artificiale con sospetto, è sicuramente l’informazione.

Su un articolo di Dario d’Elia uscito su Wired, il giornalista si interroga su come Intelligenza Artificiale e informazione possano convivere e si rivolge a Francesco Marconi, autore di Newsmakers: Artificial Intelligence and the Future of Journalism, per quanto riguarda il futuro del giornalismo.

Secondo Marconi, che in precedenza è stato anche ex responsabile della ricerca e dello sviluppo presso il Wall Street Journal, ci sarà un necessario periodo di assestamento prima di una stabilità nell’uso dell’intelligenza artificiale per fare informazione.
Dopo questa fase, l’enorme quantità di dati prodotti ogni giorno dalla nostra società hanno e avranno sempre più bisogno di essere elaborati da sistemi in grado di gestirne la mole. Ad oggi siamo in grado di leggere, grazie all’Intelligenza Artificiale, milioni di documenti in pochi secondi e soprattutto di dare loro delle interpretazioni.

Secondo Marconi, “Integrare l’Intelligenza Artificiale nel mondo dell’informazione è un processo cruciale, che potrebbe portare allo sviluppo di un giornalismo molto più veloce e affidabile. Se ci pensate, tutti noi prendiamo decisioni in base alle informazioni che leggiamo: come semplici cittadini, come professionisti e come aziende. Più velocemente reperiremo queste informazioni, più tempo avremo per preparare, valutare e mitigare le nostre scelte, soprattutto in vista dei rischi che sembra portare il prossimo decennio”.

La velocità di raccolta e rielaborazione dei dati è fondamentale anche in altri campi e ha ricoperto un ruolo cruciale anche nella lotta alla pandemia: senza il contributo dell’intelligenza artificiale, infatti, probabilmente avremmo dovuto aspettare ancora a lungo prima di ottenere i vaccini per il Covid-19.
L’Intelligenza Artificiale, come dichiarato anche dalle maggiori case farmaceutiche quali Moderna e Pfizer, è stata vitale nell’analisi dei dati clinici e immunologici e ne ha sicuramente accelerato i tempi grazie alla sua potenza di calcolo. L’AI, infatti, ha lavorato nell’ottimizzazione e nello sviluppo di terapie efficaci, oltre che nella creazione di siti di produzione dei vaccini su larga scala e nell’organizzazione della stessa.

Come emerge dall’intervista, e in generale da una riflessione più ampia sull’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle nostre vite, risulta chiara una cosa: l’Intelligenza Artificiale non è più il nostro futuro, ma è parte della nostra vita.
Sta a noi quindi viverla come una risorsa e non più come una minaccia, facendo in modo che i benefici superino i potenziali rischi.

Fonte: Wired

12 maggio 2021

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