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L’importanza di adottare punti di vista diversi: l’esempio di Galileo e Einstein

L’importanza di adottare punti di vista diversi: l’esempio di Galileo e Einstein

 

“Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva”. Se non le avete riconosciute, queste sono le parole con cui l’attore Robin Williams, nel celebre film di Peter Weir “L’attimo fuggente”, incoraggia i suoi studenti ad assumere un punto di vista diverso dal proprio. Il motivo è che spesso tendiamo a pensare che esista una solo prospettiva, unica e infallibile, un’unica visione della vita e delle cose. Un limite, questo, che ci impedisce di avere una conoscenza completa e corretta degli avvenimenti e che ci presenta la realtà in maniera parziale. 

Partiamo dal presupposto che non possiamo pretendere che gli altri vedano le stesse cose che vediamo noi, e lasciamo che trovi spazio il beneficio del dubbio che anche il loro punto di vista sia valido almeno quanto il nostro. Appurato questo, ci sono alcune cose che possiamo fare per aggiustare il tiro, fermo restando che gli occhi con cui guardiamo il mondo rimangono pur sempre i nostri. Ma possono guardare un po’ oltre, attraverso un sforzo cognitivo che ci permetterebbe di prendere e tenere sempre in considerazione punti di vista differenti.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, possiamo servirci di due grandi studiosi e scopritori, che con i loro esperimenti hanno provato a ribaltare l’angolazione da cui osservare le cose: Galileo e Einstein. Come si legge su ThinkinPark, Galileo per la sua ricerca immagina uno scienziato che si trova sotto coperta in una barca che si sta muovendo mantenendo una velocità costante. “Lo scienziato, che non ha modo di vedere fuori attraverso gli oblò della barca, prende una palla e la lascia cadere a terra. Nell’osservare l’andamento della palla, egli noterà solamente il movimento verticale dall’alto verso il basso: in realtà c’è anche un movimento orizzontale, legato allo spostamento della barca, che però lo scienziato non percepisce perché lui stesso ne è partecipe”.

Ed ecco sopraggiungere un altro punto di osservazione, che dà maggiore completezza alla scena. “Supponiamo invece che ci sia un osservatore che si trovi sulla terraferma e che sia in grado di vedere attraverso le pareti della barca: egli sarà in grado di vedere il movimento completo della palla, sia verticale che orizzontale, perché, trovandosi al di fuori dell’imbarcazione, ha una visione più completa della realtà. Lo scienziato invece dovrebbe fare uno sforzo cognitivo esplicito per ricordarsi che sia lui che la palla si muovono in orizzontale grazie all’avanzamento della barca. Galileo sviluppò questo esperimento per validare le teorie di Copernico e dimostrare che la terra è in continuo movimento anche se noi non ce ne rendiamo conto”.

Il punto di vista di entrambi i soggetti della storia è corretto, ma unico e circoscritto al luogo e al momento. Prendere in considerazione entrambi, invece, aumenta la completezza della narrazione e della visione globale. La prospettiva da cui osserviamo accadere le cose determina la nostra percezione della realtà, e non possiamo avere una chiara visione del mondo rimanendo seduti in barca. Ne era cosciente anche Obi-Wan Kenobi, personaggio immaginario della saga fantascientifica di Guerre stellari: “Luke, scoprirai che molte delle verità che affermiamo dipendono spesso dal nostro punto di vista.

Einstein cercò di dimostrare lo stesso principio di Galileo elaborando, agli inizi del ‘900, un esperimento mentale, che servì poi anche a spiegare il principio della relatività ristretta.

C’è un treno ed è in movimento. Due fulmini lo colpiscono, uno davanti e uno dietro, mentre la parte più centrale del treno si trova esattamente davanti a noi. Immediatamente abbiamo la sensazione che i fulmini abbiano colpito il mezzo nello stesso istante, perché alla stessa distanza dal nostro punto di osservazione.

Un nostro amico che si trovava a bordo del treno nel momento della caduta dei fulmini, seduto nella carrozza centrale, ci dice che secondo lui invece la parte davanti del mezzo è stata colpita per prima. Quindi, non contemporaneamente. “Ma se il treno fosse stato fermo, anche lui avrebbe percepito i due fulmini contemporaneamente. Tuttavia il treno stava avanzando e quindi la luce del fulmine che ha colpito dietro ha dovuto compiere un percorso aggiuntivo per raggiungerlo: per questo ha giustamente concluso che il fulmine davanti ha colpito per primo”. Ecco quello che dobbiamo tenere a mente dopo il racconto: osservatori che si muovono con velocità diverse, percepiscono anche il tempo in maniera differente. Quello che per me è accaduto ora, per te potrebbe stare per accadere, invece. Entrambe situazioni vere, ma con punti di vista differenti.

Lo scopo degli esperimenti non è stabilire cosa sia giusto o sbagliato. È appurato che tutti i punti di vista abbiano alla base una certa credibilità. Ma integrarli con “sguardi” diversi, altrettanto veritieri, non può farci che bene: il mondo è troppo vasto e vario per guardarlo da una sola parte e come ha detto Shane Parrish, autore di “The Great Mental Models”, “In generale, più modelli comprendiamo, più è probabile che eviteremo lacune nel nostro pensiero”.

 

 

1 dicembre 2021

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